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I disturbi uditivi sempre più all’attenzione dei Governi mondiali. Nel corso della 70esima Assemblea mondiale della Salute, che si è svolta a Ginevra dal 22 al 30 maggio i ministri della Sanità hanno adottato una Risoluzione sulla prevenzione della sordità e della perdita dell’udito (139.R1).

La Risoluzione sottolinea come l’ipoacusia rappresenti un rilevante problema per la sanità pubblica che si impone all’attenzione di tutti i governi: 360 milioni di persone sono colpite da un disturbo uditivo, di cui 32 milioni sono bambini. L’incidenza dei disturbi uditivi - si legge nella Risoluzione - è in costante e preoccupante aumento a causa dell’innalzamento dell’età media ( ne sono colpiti un terzo degli anziani ) di malattie croniche dell’orecchio e soprattutto per l’abitudine scorretta di ascoltare musica ad alto volume. Si stima che oltre un miliardo di giovani di età compresa tra i 12 e i 35 anni siano a rischio a causa dell’esposizione per un tempo prolungato a livelli sonori elevati. Un passaggio molto importante della Risoluzione sottolinea che in metà dei casi la perdita uditiva potrebbe essere prevenuta attraverso pratiche virtuose: quali la riduzione dell’esposizione al rumore, l’importanza delle vaccinazioni infantili, l’attenzione a determinati farmaci e la prevenzione delle infezioni. Per Etienne Krug dell’OMS è indispensabile intervenire con tempestività altrimenti i numeri continueranno a crescere. «Abbiamo in mano una gamma di strumenti efficaci - sono le sue parole - per prevenire, rilevare e curare la perdita uditiva».In particolare, attraverso la Risoluzione, gli Stati membri sono invitati, tenendo conto del contesto nazionale, ad intraprendere una serie di azioni:
- integrare le strategie per l’assistenza uditiva all’interno dei sistemi sanitari nazionali;
- programmare percorsi educativi ed accademici per la formazione di risorse umane da impiegare nel settore;
- sviluppare, attuare e monitorare programmi di screening per la diagnosi precoce delle patologie dell’orecchio, specie per i soggetti ad alto rischio quali i neonati, i bambini, gli anziani e le persone esposte quotidianamente al rumore in ambito professionale e ricreativo.
Accanto a queste azioni è necessario facilitare l’accesso alle nuove tecnologie e ai prodotti di alta qualità a servizio dell’udito a costi ragionevoli, nell’ambito del programma di copertura assistenziale sanitaria universale. Si sottolinea, infine, la necessità di implementare le norme per il controllo del rumore. «Sensibilizzare la comunità e le autorità politiche è il punto centrale del problema legato alla perdita dell’udito - dice Shelly Chada, responsabile dei programmi di Prevenzione dell’Oms -.Per facilitare questo obiettivo a livello globale l’OMS promuove varie iniziative come la Giornata mondiale dell’udito e campagne come “Make listening safe”/“Ascoltare senza rischi».

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