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Apparecchi acustici venduti in famacia. Dura presa di posizione del presidente dell'Anap Gianni Gruppioni. Ecco le tappe
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* Campi Obbligatori
 
 

Gruppioni LorenzinGARE APPARECCHI ACUSTICI: PRESA DI POSIZIONE DELL'ANAP

 

Sottolinea il presidente Gianni Gruppioni: "Un documento del 2006 del Ministero della Salute (parere della Direzione Generale della Programmazione) ci dà ragione...ora hanno cambiato idea?
Dice Gianni Gruppioni:
"Parere ministeriale 2006 e matchpoint. Capita nella partita decisiva che la palla matchpoint colpisce il nastro ed è un attimo che può cambiarti la vita, può andare oltre e darti il punto della vittoria o rimbalzare indietro. E allora perdi. Nel nostro caso, invece, se anche questa palla (rappresentata dal parere autentico del ministero del 2006 ) torna indietro, più prosaicamente, vuol dire che la partita che stiamo giocando è truccata e bisogna imporre un cambio di luogo e di campo con nuovi arbitri, l’Autorità nazionale Anticorruzione ANAC, Tar, Consiglio di Stato?
Il documento che mettiamo a disposizione che abbiamo recuperato e di cui abbiamo chiesto conto al Ministero con la nota che vi proponiamo sotto e, ad abundantiam, le norme vigenti e la giurisprudenza acquisita nel tempo, in uno Stato di Diritto, basterebbero per fischiare la fine del gioco e avere partita vinta a tavolino".

 

SCARICA IL DOCUMENTO DEL MINISTERO

Nota ANAP al Ministero della Salute

Roma 30 luglio 2016

 

Gentilissimi,
Dott.ssa Fusco, Dott. Minnella,
perdonatemi se mi rivolgo, ancora nuovamente, a Voi.
Evito di proposito di rivolgermi direttamente al Ministro Lorenzin in questo particolarissimo e felice momento della sua vita famigliare e affettiva, sapendo che avrò ugualmente tutta l’attenzione necessaria, Vostra e a tutti i livelli di interesse di questa mia e vi ringrazio anticipatamente.
Vengo al punto. Mi domando e domando a chi ha competenza e responsabilità in merito, cosa è cambiato dal momento del parere della Direzione Generale della Programmazione espresso nel 2006, che allego, rispetto ad oggi.

Stante che i principi normativi sia giuridici sia professionali in capo alla figura professionale sanitaria che rappresento, e i Diritti degli Utenti sono tuttora e a pieno titolo vigenti, anzi quelli degli assistiti sono ormai valori inalienabili, mentre gli Audioprotesisti, in procinto di essere “ordinati”, sono già designati e destinati a ricevere ulteriori nuove “competenze avanzate” che richiedono l’evoluzione della nostra attuale laurea da triennale a quinquennale e Specialistica.
La mia domanda è naturalmente retorica.
Il documento che pongo alla vs attenzione, credo smentisca (con autorevolezza e appropriatezza, vista la fonte), la decisione, da noi sempre contestata in punta di diritto, per cui il semplice trasferire gli apparecchi acustici dall’Elenco 1, ad un nuovo Allegato denominato Allegato 2 A, secondo gli orientamenti attuali, basti per cancellare tutti i requisiti e gli ordinamenti vigenti, a favore di altri che già nel 2006 erano definiti “del tutto incompatibili con l’affidamento della fornitura a mezzo gare, considerando che le stesse hanno l’obiettivo primario di pervenire ad una riduzione del prezzo d’acquisto, attraverso la concorrenza tra più fornitori, ma conducono all’individuazione di un solo aggiudicatario impedendo la libera scelta e mortificando il rapporto di fiducia che deve esistere tra l’assistito e il professionista” a maggior ragione lo sono ancora di più ora - per noi, per la nostra professione, la nostra tecnologia, per i nostri Utenti che verrebbero “livellati” al ribasso, in barba al criterio dell’appropriatezza.
Che poi siano due o tre i fornitori vincenti, come ci è stato detto, non spiega, non regge: nella sostanza l’abuso resta, e concepirebbe malasanità e malpractice, non spending review, ma semplicemente spending con spreco di denaro pubblico!

E non reggerebbe nemmeno, consentitemi una considerazione un po’ stupida, ma poi mica tanto, a titolo di esempio, il fatto che basti un “trasferimento” in qualsiasi altra sede, es., di un carabiniere, un prete, un sanitario, ecc. per cancellare diritti/doveri/prerogative riconosciuti e normati dalla legge in capo a queste figure. L’esempio sopracitato per cercare di capire : il passaggio da Elenco 1 ad Allegato 2 A è l’unica spiegazione fornita a sostegno dell’abolizione dell’attuale sistema tariffario, giusto?
Come si fa a definire l’apparecchio acustico serie, come si fa a disconoscere, che il suo utilizzo e suo scopo finale non è quello di un mero dispositivo seriale, che la complessità della patologia da correggere con l’apporto di una specifica figura SANITARIA, non un commesso, ma una figura appositamente istituita, lo ripeto, APPOSITAMENTE ISTITUITA,MI SONO SPIEGATO? sono altri elementi che assieme ai diritti dell’utente, al successo della prestazione, ecc, “concorrono a definire modalità di erogazione…sostanzialmente analoghe a quelle individuate per le altre prestazioni del Ssn (ad esempio, le prestazioni di ricovero o di assistenza specialistica ambulatoriale) connotate da un prevalente apporto professionale e fondate sul principio della libera scelta dell’assistito del soggetto erogatore, cui la ASL è tenuta a corrispondere la tariffa predeterminata”.
Come si può disconoscere tutto ciò? Come è possibile che il disconoscimento attuale provenga proprio dal Ministero?
Non fosse così importante la posta in gioco (la vita di relazioni sociali ed affettive, l’autonomia del paziente) si potrebbe pensare ad una gag surreale “l’apparecchio acustico è un prodotto di serie che deve essere adattato da un professionista sanitario, ma per risparmiare non possiamo fare altro che offrire al paziente il prodotto di ultimo grido, e solo un po’ di intervento del professionista sanitari: a qualcuno toccherà la testa, a qualcun altro il piede, a qualcun altro ancora il lato B…”.

Concludo. Spero che questa ulteriore riflessione e il documento allegato portino ad una revisione della scelta sin qui sostenuta nella nuova riforma, facendo una DEROGA NEL NOSTRO CASO e PER GLI APPARECCHI ACUSTICI, un atto dovuto non certo una concessione, si spera, prima dell’approvazione finale del DPCM il cui ormai prossimo passaggio previsto è quello della Conferenza delle Regioni in calendario il 7 settembre pv.
Credo che se anche la Commissione Sanità avesse avuto conoscenza del documento allegato non avrebbe approvato quelle a dir poco discutibili “PROPOSTE DI RAZIONALIZZAZIONE DELLA SPESA PER BENI E SERVIZI DEL S.S.N. condivise dalla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano del 26 marzo 2014” che su questa materia affermava: “…le carrozzine pieghevoli e le protesi acustiche presentano un livello di personalizzazione ridotto o quasi nullo, rappresentando nel contempo una fetta di spesa consistente e, quindi debbono essere acquisite tramite gare d’appalto”. Quanto meno chi ha redatto quel testo ha dimostrato la non conoscenza del settore degli apparecchi acustici.
Impedire una scelta contra legem, che disconosca i tanti diritti e il nostro ruolo professionale, valori che sono alla base dell’attuale successo e della soddisfazione certificata dell’Utente è un nostro dovere civile, professionale, etico, come lo è quello nei confronti dell’appropriatezza della spesa e delle prestazioni professionali che economicamente sono a carico del SSN.
Sono tutte responsabilità che ricadono sulla nostra figura e che non intendiamo certo rifuggirle.

Grazie per l’attenzione, resto in attesa di conoscere l’esito di questa mia e nel frattempo Vi faccio i miei migliori saluti e auguri di buon lavoro dopo le brevi vacanze.
Cordialità
Gianni Gruppioni

PS.
Uno spunto di riflessione:
“Non possiamo demandare al funzionamento dei mercati la creazione di una società equa” perché “non hanno coscienza, non hanno morale, non sanno distinguere tra ciò che è giusto e ciò che non lo è’’.
Lo ha detto l’AD di FCA, Sergio Marchionne ed era riportato da tutti i giornali.
Io confido che il Ministero non ceda di fronte alla “politica” se è la politica che impone questa linea, come mi è stato detto, perché questa decisione anche per noi e non solo per la Direzione Programmazione versione 2006, va, deve essere respinta.
C’è qualcos’altro che come Presidente della categoria e come esperto da ormai 50 anni di pratica nel settore non mi torna.
Il fatto che in regime di “spending review” sia previsto un incremento della spesa per i dispositivi uditivi, come prevede il nuovo DPCM a causa dell’ introduzione dei digitali, spesa che passerebbe dagli attuali 80 milioni di euro a ben 200 milioni, ovvero, 120 milioni in più, quasi un 150% in più.
Il sottoscritto per produrre appropriatezza della spesa ed appropriatezza professionale (la riforma attesa è ben lontana da questi obiettivi raggiungibili senza questo incremento di spesa, per me non comprensibile, ha sempre dichiarata la propria disponibilità e la confermo, a nome di tutti gli audioprotesisti.

Per dirla citando il pollo di Trilussa, l’incremento di spesa preventivato, è vero che tramuterebbe il pollo in un grasso tacchino, anche ben farcito, ma poi chi ne avrebbe beneficio sarebbero in pochi eletti , di sicuro NON i Pazienti.
Il tutto, non solo in barba ai contribuenti, a discapito degli utenti, e dell’attuale appropriatezza, anche quella economica, ecc., poi, sconvolgerebbe l’attuale sistema audioprotesico, che produce un’occupazione giovanile certificata da ALMALAUREA di almeno 600 unità/anno fra neo-laureati e personale tecnico indotto e, ripeto, è riconosciuto bench mark, un modello da prendere come esempio, non da abbattere!
Marchionne a chiusura del suo ragionamento ha sostenuto che “chi opera nel libero mercato ha il dovere di fare i conti con la propria coscienza”.
Parafrasando Marchionne, io invito il ministero a non lasciarmi solo in questa battaglia vs la “politica”. Ci sono tutti i motivi, e tutte le norme per concluderla senza andare in tribunale, e per avere la coscienza a posto. Grazie.

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