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* Campi Obbligatori
 
 

Continua la "querelle" tra medici e professioni sanitarie. Al centro del dibattito, il "famoso" comma 566. Proprio nei giorni scorsi la Fnomceo ha inviato a tal proposito una nota alla Ministra Lorenzin. Non si è fatta attendere la risposta del Conaps, affidata al presidente Antonio Bortone.

 

Di seguito riportiamo entrambe le posizioni, che mostrano tutta la delicatezza della battaglia in corso fra i medici che si oppongono alle “competenze avanzate” (anche degli audioprotesisti) e le Professioni Sanitarie, intenzionate a crescere professionalmente e culturalmente.

Ricordiamo, infine, che sul tema, durante il Congresso nazionale di Rimini, il ministero della Salute ha inviato una nota del dirigente Francesco Saverio Proia (su L'Audioprotesista n. 37) in cui si parla si "trasformazione inarrestabile ed epocale delle professioni sanitarie".

Comma 566, FNOMCeO: “Tradita la nostra fiducia”
Modificare l’incipit dell’ormai noto “Comma 566”, nel quale si riservano alla Professione medica soltanto “atti complessi e specialistici di prevenzione, diagnosi cura e terapia”. È quanto la FNOMCeO chiede da tempo, sin da quando, con un vero “strappo di metodo e di merito”, il comma fu inserito nella Legge di Stabilità 2015, approvata con un voto di fiducia. Molti, in questi mesi, i contatti con il ministero della Salute, ampio e paziente il lavoro di mediazione. Ma dal ministero, a fronte di molte promesse, ad oggi nessuna risposta concreta. “Il fatto più preoccupante - commenta con amarezza il presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani – è che sono stati disattesi impegni condivisi, e che la fiducia sempre dimostrata è stata tradita”. “Questo sta a significare una sola cosa – afferma-: che, ancora una volta, le legittime aspettative e competenze della Professione medica sono messe in secondo piano dalla Politica”.
E per esprimere, a nome di tutti i Medici, il suo “disappunto”, ha scritto al ministro Beatrice Lorenzin la lettera che qui alleghiamo.
“Se la nostra voce rimarrà inascoltata – prosegue Chersevani – coinvolgeremo anche il presidente Renzi: nonostante le leggi sembrino andare in un’altra direzione, vogliamo ancora credere che, pure per la Politica, la Salute dei cittadini sia cosa troppo seria per essere ridotta a mera prestazione sanitaria, con attenzione unicamente al costo”. “E questo non significa - puntualizza - che non sia nostra intenzione continuare a lavorare, come abbiamo sempre fatto, in sinergia con le Professioni sanitarie, in quello stesso clima di cooperazione e comunicazione che caratterizza le nostre attività quotidiane. Né significa - poiché non lo siamo mai stati -, che siamo contrari allo sviluppo di competenze delle Professioni sanitarie, con i conseguenti riconoscimenti di carriera ed economici”. “Ciò che non ci stanchiamo di ribadire – spiega - è che non può essere superato il ruolo di leadership funzionale del medico nei processi e nelle attività di diagnosi e cura”. Una leadership che si poggia sulle competenze acquisite nel corso di lunghi e complessi iter formativi e che, in ogni caso, è volta a garantire l’unitarietà, l’armonia, la qualità, la sicurezza e l’efficacia degli esiti dell’intero processo clinico – assistenziale, non negando, ma anzi valorizzando, le molteplici autonomie. “In altre parole – conclude Chersevani - il Medico, in un’equipe, deve essere come il Direttore d’orchestra: coordina, dà il tempo e l’andamento, crea armonia, ma poi sta ad ognuno suonare il suo strumento”.

 

Ecco la risposta di Antonio Bortone, Presidente Nazionale CONAPS
Dopo aver celebrato i trent’anni del celebre film di Zemeckis “Ritorno al futuro”, c’è chi ora pretende di celebrare, in Sanità, uno sconcertante “Ritorno al passato”.
Purtroppo non è un dibattito appassionante e tantomeno costruttivo, quanto espresso nella lettera della presidente Chersevani indirizzata al ministro Lorenzin.
Ovviamente spetterà al Ministro rispondere e pronunciarsi nel merito. Tuttavia, essendo stata resa pubblica, le professioni sanitarie rappresentate nel CONAPS, non possono astenersi dal riscontrare quanto segue: si ripropongono modelli organizzativi obsoleti e scaduti, con un pensiero “medievale” della Sanità, come se si fosse perso l’orientamento e la cognizione dello spazio e del tempo.
Leggiamo con incredulità anzi con vero e proprio imbarazzo le continue dichiarazioni della Presidente della FNOMCeO sul famigerato comma 566. Dopo aver assistito ad uno sciopero nazionale dei Medici indetto da un Ordine Professionale, assistiamo ad appelli per cancellare articoli di Legge su attività che di fatto già accadono nel nostro Paese.
Pretendere che sia la politica ad intervenire per affermare la "supremazia" di una categoria quale quella dei Medici su un intero Sistema Sanitario fatto di un mondo professionale con culture altamente specializzate, di diverse discipline che coprono la vastissima gamma dei servizi alla Salute, è a dir poco anacronistico e poco tollerabile per un Sistema Sanitario sempre più complesso dove le parole d'ordine sono efficacia, appropriatezza ed efficienza. Per garantire la sostenibilità di esso, è fondamentale quindi il modello delle competenze che riguardano la specificità e la mission di ogni Professione.
I toni utilizzati dalla Presidente di un Ordine importante come quello dei Medici sembrano appartenere più ad un mondo di pura rivendicazione di diritti quasi intoccabili di una categoria che pretende di fermare i processi di sviluppo, innovazione e conoscenze scientifiche che appartengono a tutte le Professioni Sanitarie e che si basano su discipline solidamente definite.
Ancora una volta si agita un terrorismo psicologico a spregio dell’intelligenza dei Cittadini anzi, strumentalizzando le Persone malate per l’unico scopo di affermare la fantomatica leadership funzionale nel percorso di cura.
Suscita profonda tristezza un simile dibattito. Le Professioni Sanitarie sono una realtà attiva ed essenziale in quel mondo (il SSN), che si deve declinare al plurale ma che la rappresentanza medica, professionale e sindacale, intenderebbe ancora oggetto della loro “sovranità”.
Negli ultimi venti anni le Professioni Sanitarie sono profondamente cambiate. La crescita ed il cambiamento è stato determinato da una complessità clinica sempre crescente nonché da una continua evoluzione tecnica, tecnologica e metodologica. In definitiva, lo sviluppo professionale ha seguito i crescenti bisogni di salute nel rispetto delle persone. Al contrario, la categoria medica non ha avuto alcuna modifica. È l’unico Corso di Laurea in Italia, che è rimasto immutato nel tempo anche al cospetto della formazione in medicina che avviene nel resto d’Europa. Per queste semplici riflessioni, la lettera al Ministro Lorenzin si commenta da sé. Ci auguriamo che un Ordine così importante, torni a svolgere il suo vero ruolo di garante soprattutto verso i Cittadini della qualità professionale di chi rappresenta e abbandoni logiche rivendicative di puri "diritti" di supremazia, questo non è un ruolo che compete ad un Ordine.
Le Professioni Sanitarie tutte sono in Italia, come nel mondo, una risorsa per il diritto alla Salute, indispensabili per la sostenibilità del Sistema Sanitario; nessun veto potrà mai fermare il processo di conoscenza che fornisce loro l'autorevolezza, la responsabilità e l'autonomia per i servizi a coloro che gli affidano la cosa più preziosa, la propria Salute.

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