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Apparecchi acustici venduti in famacia. Dura presa di posizione del presidente dell'Anap Gianni Gruppioni. Ecco le tappe
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Attualità

L'educazione all'ascolto è importante per salvaguardare la salute dell'udito nei giovani. Avere un buon udito non significa essere al riparo dai danni e a rischio sordità. Insegnare ai giovani ad ascoltare può essere un modo per prevenire i danni all’udito. Sono molti gli esperti ad aver messo in guardia i giovani dall’uso indiscriminato dei dispositivi per riprodurre musica, in particolare quelli portatili utilizzati con cuffie o auricolari. 
L’equivoco, secondo gli scienziati, nasce dalla convinzione che avere un buon udito possa offrire la possibilità di sopportare meglio o non patire gli effetti della musica ad alto volume. Sono dunque molti i giovani a essere convinti di poter ascoltare musica a tutto volume perché il loro apparato uditivo è efficiente, ma non sanno che questo non li mette al riparo dai possibili danni e dalla sordità. La chiave per salvare le orecchie dei giovani non si trova soltanto nel far limitare loro in maniera drastica l’uso dei lettori Mp3 ma, secondo i ricercatori dell’Università di Göteborg, in Svezia, si trova nell’educazione all’ascolto. Un insegnamento che può far cambiare spontaneamente l’atteggiamento nel confronti dell’ascolto e aumentare la consapevolezza. La dottoressa Eva West e colleghi del Department of Pedagogical, Curricular and Professional Studies presso la UG, hanno coinvolto 200 studenti al fine di sviluppare del materiale didattico ad hoc per proteggere la salute dell’udito. Prima e dopo il percorso di formazione dei partecipanti è stato loro misurato l’udito, la funzione dell’orecchio, il tinnito e le conoscenze teoriche dei giovani circa l’apparato uditivo.
La prima rivelazione è stata che praticamente tutti i partecipanti non avevano chiaro il funzionamento del suono e risultava loro difficile comprendere il concetto stesso di suono. Per loro il suono è prettamente un fenomeno “materiale”, si legge nel comunicato UG. Anziché essere un movimento trasmesso, per i partecipanti allo studio, il suono nient’altro è che uno scontro tra le onde sonore materiali e l’aria. In sostanza, regna la confusione più totale. «Un insegnante che è a conoscenza di questa percezione, e che ripetutamente valuta le conoscenze degli studenti, può essere in grado di pianificare di conseguenza l’insegnamento, e quindi migliorare il processo di apprendimento», spiega la professoressa West.
Nonostante la maggioranza dei partecipanti allo studio abbia ammesso di aver sofferto di tinnito almeno una volta, e il 5 percento abbia dichiarato di averne sofferto spesso, gli atteggiamenti nei confronti dell’ascolto di musica ad alto volume non sono cambiati.
Fonte: lm&sdp

Cresce il numero di segnalazioni, da parte di nostri associati, di farmacie che effettuano la vendita diretta di dispositivi medici classificati come apparecchi acustici (due esempi nei files sottostanti). Tali dispositivi, volti alla rimediazione della presbiacusia, dell’ipoacusia e della sordità sono classificati, ai sensi  del Decreto legislativo 46/97, nella classe II A, al pari di tutti i dispositivi audioprotesici che circolano nel mercato italiano. Come sappiamo, la selezione e l’adattamento degli apparecchi acustici sono riservate, secondo le norme vigenti in Italia (DM 668/94) ai laureati in Tecniche Audioprotesiche, le sole figure  sanitarie abilitate in esclusiva a tale esercizio professionale.

In farmacia è consentita la commercializzazione o l’assistenza di tipo professionale o  tecnico, purchè gli atti siano svolti da personale abilitato (l’audioprotesista) e non da altre figure professionali. FIA si è già attivata presso il Ministero della Salute (nota sottostante) per assumere informazioni sull’effettiva registrazione di questi prodotti al fine della loro messa in commercio e sull’autorizzazione dei relativi messaggi pubblicitari.

Esempio 1: apparecchio Akustica

Esempio 2: apparecchio Maniquick

Nota FIA per Ministero della Salute

Parte il 27 febbraio la raccolta fondi per sostenere la creazione del “Centro Nazionale per la Ricerca, Cura e Prevenzione degli Acufeni e delle Patologie da Rumore”; basta donare 2 euro inviando un SMS al 45506 da cellulare TIM, VODAFONE, WIND, 3, POSTEMOBILE, COOPVOCE E TISCALI oppure chiamando lo stesso numero da rete fissa TELECOM ITALIA, FASTWEB, TELETU E TISCALI.

Con un piccolo gesto si possono aiutare molte persone la cui salute e qualità di vita sono compromesse dal Rumore ambientale o che vivono il grave disagio degli Acufeni. La struttura, con sede principale a Roma e unica nel suo genere in Italia, svolgerà attività di ricerca e sarà aperta a collaborazioni con avanzati laboratori (CNR, Policlinico Gemelli- Roma, Università di Padova) mentre per la parte medica di diagnosi e cura, rivolta direttamente ai pazienti, si avvarrà dei servizi offerti dal Sistema Sanitario Nazionale. Ideato, coordinato e diretto dall’A.I.R.S. Onlus, il Centro si basa sulla sinergia con Sapienza Università di Roma e con il Policlinico Umberto I di Roma e si propone di coniugare ricerca scientifica e assistenza clinica; il Centro è rivolto sia ai pazienti con specifiche problematiche uditive legate ad Acufeni (in Italia sono circa 2,5 milioni di persone), fastidiose, persistenti e spesso invalidanti percezioni di sibili, ronzìi, fruscìi a carattere costante, sia ai soggetti a rischio o già colpiti da patologie o gravi disagi a causa dell’inquinamento acustico (circa 20 milioni di persone potenzialmente esposte in Italia). Primo compito del Centro sarà l’istituzione di una task-force multidisciplinare di studio, ricerca ed intervento preventivo che affronterà la complessa problematica sulla base dell’esperienza acquisita dall’A.I.R.S. in oltre 10 anni di attività sugli Acufeni avendo seguito più di 8.000 pazienti e su un alto numero di soggetti affetti da problematiche da Rumore. Un altro obiettivo della struttura sarà la creazione di una banca dati, di grande utilità per la ricerca e per l’assistenza clinica, realizzata sulla base dell’ampia casistica acquisita dall’Associazione. La campagna di raccolta fondi permetterà all’A.I.R.S. di dare una risposta concreta alle migliaia di persone che, ogni anno, si rivolgono all’Associazione, per avere aiuto medico e consigli pratici. A.I.R.S. Onlus ringrazia le compagnie telefoniche per la concessione del numero unico e il Segretariato Sociale RAI per la collaborazione.
Iscritta all'elenco delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (Onlus) e al Registro Regionale delle Associazioni presso la Regione Lazio, l' A.I.R.S., Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità, nasce nel 1995 dopo un lungo periodo di preparazione e riflessione; si avvale di un prestigioso Comitato Tecnico Scientifico che rappresenta molte Università Italiane ed Istituzioni Ospedaliere operanti prevalentemente nello specifico settore audiologico e otologico. Da nove anni organizza la “Giornata Nazionale A.I.R.S. per la Lotta alla Sordità”, iniziativa di prevenzione che ogni anno permette alla cittadinanza di effettuare un esame uditivo gratuito presso più di 200 ospedali italiani. Dal 2011 la Giornata è stata trasformata nella Settimana Nazionale affiancando agli esami gratuiti incontri ed iniziative di sensibilizzazione sul territorio. Comunicazione: brizzi comunicazione srl tel.0639038091-39030347  centroairs@brizzicomunicazione.it.

Roma - I contribuenti italiani avranno un mese in più per pagare le tasse senza dover versare nessun contributo aggiuntivo. A deciderlo è stato il Consiglio dei Ministri che ha approvato un Decreto che prevede lo slittamento dei termini, dal 16 giugno al 6 luglio 2011, senza alcun pagamento aggiuntivo, dei versamenti delle imposte dirette, dell’Irap e dell’acconto della cedolare secca. La proroga, precisa l’Agenzia delle Entrate, riguarda indistintamente le persone fisiche, mentre per tutti gli altri contribuenti lo spostamento in avanti delle scadenze si riferisce soltanto alle attività  interessate dagli studi di settore. Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri prevede la possibilità  di effettuare i versamenti delle imposte dal 7 luglio al 5 agosto 2011, versando una maggiorazione, a titolo di interesse, pari allo 0,40 per cento. Sempre nell’ottica di agevolare il contribuenti il Dpcm prevede che le scadenze in agenda tra il 1° e il 20 agosto vengano tutte spostate a sabato 20 e, quindi, automaticamente a lunedì 22 agosto. Non rientrano in questa possibilità  i versamenti con la maggiorazione dello 0,40 per cento, che vanno ugualmente eseguiti dal 7 luglio al 5 agosto.

(Indicatori demografici 2010 Istat) - Negli ultimi dieci anni la percentuale di individui di 65 anni e oltre è aumentata dal 18,4% del 2001 al 20,3% del 2011, con un incremento di 1,8 milioni di individui per questa classe di età. Nello stesso periodo, il numero di ragazzi fino a 14 anni è aumentato di circa 348mila unità, portando la quota al 14% del totale (14,3% nel 2001).

Un’ Italia, quindi, sempre anziana secondo i dati diffusi dall’Istat negli «Indicatori demografici» 2010. E proprio l’età della popolazione è in questo periodo al centro dell’attenzione per le scelte degli indicatori necessari al riparto del fondo sanitario 2011 in cui in ogni caso è proprio l’età della popolazione a pesare di più.
Particolarmente veloce è stata anche la crescita della popolazione di 85 anni e oltre. Nel 2001, i “grandi vecchi” erano 1,234 milioni, il 2,2% del totale. Oggi, sono 1,675 milioni, il 2,8% del totale. La stima delle persone ultracentenarie, poi, si è addirittura triplicata dal 2001 al 2011, da circa 5.400 individui a oltre l6mila. Oltre i 65 anni di età le donne sono in numero nettamente superiore rispetto agli uomini poiché, come noto, vivono mediamente più a lungo. Tuttavia, il rapporto, donne/uomini dai 65 anni in poi si sta riducendo. Nel 2001 c’erano 143 donne di 65 anni e oltre ogni 100 uomini della stessa classe di età, oggi ce ne sono 137. Anche il rapporto di genere relativo alla popolazione ultracentenaria sta diminuendo. Nel 2001 c’erano, approssimativamente, cinque donne ultracentenarie ogni uomo ultracentenario, mentre oggi tale rapporto è sceso a quattro su uno.
Come conseguenza dell’aumento della popolazione anziana, l’età media della popolazione continua a crescere: da 41,7 anni nel 2001 a 43,5 nel 2011.
La Liguria è la regione con la più alta età media della popolazione (47,7 anni) e anche quella con la più alta percentuale di individui di 65 anni e oltre (26,7%). Altre Regioni a elevato invecchiamento sono il Friuli Venezia Giulia (45,9 anni di età media con un 23,4% di ultra 65enni), la Toscana (45,6 e 23,2%) e il Piemonte (45,3 e 22,8%).
Le Regioni del Mezzogiorno hanno invece una popolazione più giovane. In Campania l’età media è di 40,3 anni e la quota della popolazione di 65anni e oltre pari al 16,2%. Sicilia e Puglia, che seguono immediatamente dopo, hanno invece un’età media di 41,8 e 42,1 anni, rispettivamente, e una quota di ultra 65enni pari al 18,5%.
Ma secondo I’Istat, non tutto quello che riguarda il Mezzogiorno è “giovane” così come non tutto ciò che riguarda il Centro-Nord è “anziano”. L’esempio sono l’Abruzzo e il Molise contrapposte al Trentino Alto Adige: nelle prime l’età media oltrepassa i 44 anni e la percentuale di popolazione di 65 anni oltre è su valori del 21-22%; nella seconda l’età media è di oltre due anni inferiore e la quota di ultra 65enni è più bassa di tre punti percentuali.
La presenza degli immigrati riequilibra parzialmente la struttura per età della popolazione. Gli stranieri residenti hanno, infatti, un’età media di soli 31,8 anni e di questi il 22% ha fino a 17 anni di età e il 68,5% meno di 40 anni. Nelle Regioni del Nord gli stranieri hanno un profilo per età ancora più giovane: un’età media di 31,1 anni, con una percentuale di minori del 23,5 per cento.
E con una struttura per età così giovane, il rapporto tra popolazione straniera e popolazione complessiva varia al variare dell’età: è elevato nelle età giovanili e in quelle da lavoro. Rispetto a un tasso di incidenza medio del 7,5%, i minori stranieri incidono per il 9,8% del totale (un minore straniero ogni dieci minori), menti quelli di età trai 18ci39 anni incidono per il 12,7% (uno straniero, ogni otto residenti). Il fenomeno è più marcato secondo l’Istat nelle Regioni centro-settentrionali In Lombardia si ha un minore straniero ogni otto minorenni e un adulto straniero ogni cinque adulti 18-39enni.

(Tratto da Italia-News.it) Roma - Si è tenuto all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, lo scorso 21 maggio, il Convegno 'Percorso Diagnostico e Riabilitativo' del bambino sordo,  a cui hanno partecipato pediatri ospedalieri e di famiglia, otorinolaringoiatri, audio protesisti, logopedisti e rappresentanti della comunità dei sordi e altre associazioni di genitori di bambini sordi.

Nell'ambito del convegno sono state presentate le recenti acquisizioni in tema di sordità infantile. Come sottolineato dal responsabile di pediatria generale e malattie infettive dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù, Alberto Villani, l'ambizione del convegno è stata "quella di iniziare a delineare un percorso diagnostico e riabilitativo del bambino sordo condiviso e praticabile che divenga quanto più funzionale e fruibile da parte dei nostri piccoli pazienti e delle loro famiglie". Tale percorso inizia con uno screening uditivo neonatale universale in modo da trattare già intorno ai 4 mesi di vita eventuali problemi uditivi.

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