FacebookTwitterRSS Feed
AUDIOSCREENING APP
Ecco i link per scaricare l’applicazione sui vostri dispositivi 
ANDROID-1
IOS-1
WINDOWS-1
questionario
Online il nuovo testo su liberalizzazioni e sentenze.
SCARICA IL PDFFIA-1
IdeaLab ______________
libro-idealab
 
Linee Guida ____________
linee guida
 

 

 

Apparecchi acustici venduti in famacia. Dura presa di posizione del presidente dell'Anap Gianni Gruppioni. Ecco le tappe
Scarica i PDF
Scarica Scarica
Scarica
 Scarica
Scarica
 Scarica

Area Download

udi e sicu quad 3

larivista2

La vita, il Destino_______

scarica il libro

ETICA

 

Iscriviti alla Newsletter de l'Audioprotesista per essere sempre aggiornato

* Campi Obbligatori
 
 

In linea di principio la proposta di revisione dei Lea, presentata dal Ministero della Salute, per la parte che riguarda protesi ed ausili, rappresenta certamente un positiva volontà politica di aggiornare elenchi obsoleti grazie all’inserimento di nuove tecnologie e la messa a disposizione di un ampliato numero di tipologie di ausili che possono rispondere più puntualmente ai bisogni delle persone con disabilità.

Tuttavia, è evidente che gestire acquisto ed erogazione di tutti i dispositivi di serie attraverso appalti pubblici, così come proposto, non risponde a criteri di logicità ed appropriatezza. Se è vero, infatti, come ravvisato dal Ministero della Salute, che “l’evoluzione tecnologica ha consentito l’immissione in commercio di una gamma di ausili di fabbricazione industriale in grado di soddisfare le più diverse esigenze degli assistiti” e permette quindi di avere, per ogni tipologia inclusa negli elenchi, un’ampia e diversificata gamma di modelli espositivi tra cui scegliere l’ausilio meglio rispondente alle necessità o caratteristiche particolari senza dover ricorrere a fabbricazioni su misura; è altrettanto vero che la gara non permette la messa a disposizione di più modelli entro cui effettuare la scelta e vanifica pertanto quel valore. Ciò è tanto più vero per gli apparecchi acustici, dispositivi di serie per i quali, però, la necessità di operare la scelta dell’ausilio specialistico da personalizzare attraverso la selezione di diversi modelli è ancora più imprescindibile perché si tratta di prendere atto di atti professionali, definiti da normative vigenti che assegnano all’audioprotesista laureato e abilitato, fra gli atti autonomi e di “sua esclusiva responsabilità”, l’attività intellettuale di selezione/individuazione del dispositivo da applicare per ottenere i risultati attesi.

In questo senso, dunque, la posizione di Fia è chiara: l’acquisizione di apparecchi acustici da parte del SSN mediante gare d’appalto porterebbe più svantaggi che vantaggi (per gli assistiti, per il comparto e per lo Stato) e il regime tariffario, quello attualmente in vigore, rappresenta ancora oggi, pur con le criticità ad esso legate, la modalità più efficace per fornire ai cittadini l’assistenza protesica di cui essi necessitano. A sostegno di questa tesi, Fia porta una serie di motivazioni. In primo luogo la evidente limitazione della libertà di scelta dell’assistito, incompatibile con procedure di approvvigionamento tramite gare d’appalto, che prevedono per natura l’individuazione di un unico fornitore e limitano di conseguenza la scelta dei dispositivi e dei professionisti sanitari da parte del paziente. Seconda criticità è la disomogeneità territoriale: l’assistenza sanitaria è di competenza delle Regioni, di conseguenza le gare d’appalto assumerebbero carattere fortemente locale, creando disomogeneità nelle condizioni di fornitura e nella qualità dei servizi offerti da ogni singola Asl, con la possibilità non remota di migrazione degli assistiti verso altre Asl rispetto a quella di residenza, alla ricerca di condizioni migliori. In contraddizione con i principi addotti dal Ministero, si verificherebbe poi uno spreco di risorse. Non garantendo, infatti, la necessaria flessibilità nella scelta del dispositivo ed una sua appropriata personalizzazione, eventuali ricorsi da parte degli aventi diritto od onerosi interventi tecnici per adattare i dispositivi standard acquistati a gara saranno l’unica possibilità, per gli assistiti, di ottenere l’assistenza adeguata. Inoltre la gestione di una pluralità di gare d’appalto, rappresenterebbe un ulteriore costo per lo Stato. Tutto questo a danno del contenimento della spesa che ha dato origine alla proposta di Decreto. E ancora, mancata innovazione e riconducibilità derivanti dal fatto che non risulta chiaro quando e come potrà essere rinnovato l’elenco dei dispositivi nomenclati e acquisiti tramite gare d’appalto, con il rischio di uno scarso ricambio tecnologico. Ciò è assicurato oggi dal ricorso alle procedure di riconducibilità, procedure che paiono in contrasto con l’acquisizione mediante gare d’appalto ed è quindi scarsamente probabile che vengano preservate con l’approvazione del decreto. Altri punti critici sono rappresentati dall’abbassamento della qualità del servizio e dalla gestione delle forniture in essere. Sotto il primo aspetto, l’acquisto a gara precluderebbe un adattamento adeguato del dispositivo alle esigenze del paziente, escludendo o riducendo al minimo l’apporto professionale del tecnico abilitato. Infine, circa la gestione delle forniture in essere, non è previsto dalla proposta di Decreto, né dal relativo schema, alcuna modalità per la gestione delle forniture di assistenza protesica attualmente in essere, gestione che potrebbe risultare piuttosto problematica al sopraggiungere di una modalità di acquisizione differente, creando disparità delle condizioni di assistenza tra gli assistiti.

Copyright © 2005 - 2013 L'Audioprotesista | Comunicati News e Lavoro.
All rights reserved. Tutti i contenuti sono di proprietà dalla Rivista.

Questo sito Web utilizza cookie, anche di terze parti per garantirvi la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information